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Le Bugie in Amore

Come si legge la bugia da un punto di vista psicologico? Quali bisogni soddisfa? E perché in una relazione d’amore, dove l’intimità è massima, spesso si sente il bisogno di mentire?

Spesso nella nostra scelta di mentire c’è una dose di educazione e di sincera preoccupazione per i sentimenti altrui, ma non sempre è così ed in molti casi è difficile scorgere l’altruismo in una bugia, anzi molte volte è una scorciatoia per evitare le responsabilità che ci metterebbe davanti la nuda verità.

La bugia nasce fin dai primi anni della nostra vita come espressione della fantasia del bimbo che crea uno spazio simbolico, all’interno del quale si può sperimentare in ruoli diversi, saggiando le proprie capacità e acquisendo nuove abilità che lo aiutano a crescere e a definire la sua identità; in questo spazio simbolico, il bambino crea una realtà più piacevole e più consona ai propri bisogni.

Successivamente la menzogna inizia ad essere utilitaristica, finalizzata cioè a mettere a tacere i sensi di colpa o semplicemente ad evitare di essere puniti. La menzogna diventa così il mezzo per sfuggire alle proprie responsabilità, a un rimprovero, permettendoci di conservare un margine di libertà in cui ci sia consentito fare quello che vogliamo senza prenderci le nostre responsabilità.

Paradossalmente, il luogo dove le bugie sono più frequenti è in amore, cioè proprio all’interno di una relazione” speciale” in cui il proprio spazio d’intimità si fonde, in molti punti, con quello dell’altro e all’interno della quale siamo disposti ad abbassare quelle barriere protettive che spesso si ergono quando entriamo in contatto con il mondo. Proprio per questo, le bugie in amore sono spesso vissute come il tradimento di questa dimensione particolare e quando sono collegate ad un tradimento reale, creano una frattura all’interno di questo territorio “protetto”. E’ proprio per questo, che colui che tradisce mente per salvaguardare la sua intimità, cioè per preservare, come quando era bambino, una realtà di sogno, di fantasia, se il partner venisse a sapere di esser stato tradito, manderebbe ovviamente in frantumi questa realtà. Per contro anche il tradito mente a se stesso ostinandosi a non voler vedere i segni che inevitabilmente il traditore lascia. Il mentire a se stesso, l’ostinarsi a non voler vedere la realtà è l’unico strumento che la persona tradita ha per poter continuare a fantasticare e ad illudersi di avere un unione idilliaca. Capita così di vedere coppie che vivono un doppio inganno, perché entrambi i partners hanno bisogno di crearsi degli spazi fantastici che li allontanino da una realtà dolorosa o dalle responsabilità che la quotidianità richiede. Vista da questa prospettiva la bugia diventa lo strumento attraverso cui l’uomo riesce a vivere una realtà propria. Resta però da chiederci, perchè allora il traditore,anche se è un traditore incallito dissemina indizi che potrebbero smascherarlo, visto che poi la bugia apparentemente tutela lui e il partner? Perchè ad un certo punto, il desiderio, che difficilmente accetta compromessi, diventa pressante, dirompente e travolge la facciata di convenzioni che aveva permesso alla coppia di trovare un suo equilibrio. Quando si crede di aver trovato la felicità difficilmente accettiamo l’idea di limitarci, dopotutto, siamo esseri umani, soverchiati, a volte, dall’irrazionalità.

Dott.ssa Giulia De Meo Di Meo.

Psicologa Tuscolana